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Paleolitico, l'Homo Sapiens non era solo sulla Terra

Non eravamo soli nel Paleolitico: la nostra specie, Homo sapiens, era una delle tante che popolavano il pianeta Terra solo alcune decine di migliaia di anni fa. E non eravamo neppure isolati: ci siamo mescolati con queste altre specie, accoppiandoci e talvolta riproducendoci.
È questa lo scenario, parzialmente nuovo, che si è aperto nella ricostruzione della nostra storia realizzata con gli studi di “antropologia molecolare” che consentono di analizzare il Dna antico.
Uno scenario che trova una conferma e un ampliamento nei risultati di una nuova ricerca effettuata da Svante Pääbo, del Max Planck Institute di Leipzig in Germania, e da un gruppo di suoi collaboratori e pubblicata sull’ultimo numero di Nature.
Nel Dna dei Melanesiani, le popolazioni che vivono oggi in alcune zone della Nuova Guinea e in molte isole del Pacifico, ci sono tratti appartenenti a una specie diversa sia da Homo sapiens, sia dagli uomini di Neandertal. Frutto dell’incontro – e del successo riproduttivo – tra la nostra e un’altra specie che viveva in Asia e che è Svante Pääbo chiama dei Denisoviani.
Tutto nasce dal ritrovamento in una grotta di Denisova di Siberia dei resti di un ominino risalenti a un periodo compreso tra 50.000 e 30.000 anni fa. Si tratta di una femmina, i cui tratti morfologici dicono che appartengono certamente al genere Homo , ma a una specie diversa dai sapiens e a un gruppo diverso dai Neandertal. Lo scorso mese di marzo, il gruppo di Svante Pääbo aveva pubblicato i risultati dell’analisi del Dna mitocondriale di quella antica donna e aveva confermato che si trattava, appunto, di una specie diversa la cui origine è tutta da verificare.
Giovedì scorso il gruppo di Pääbo ha pubblicato i risultati delle analisi sull’intero Dna del fossile di Denisova. Confermando, ancora una volta, che si tratta di un gruppo diverso dai sapiens e dai Neandertal (anche se il grado di parentela con questi ultimi è ancora da verificare). Non è chiaro se la femmina di Denisova e la sua tribù appartengano a specie finora sconosciuta del genere Homo o a un sottogruppo di una specie già nota, per questo Svante Pääbo non li ha classificati in termini linneani, ma e li ha battezzati semplicemente Denisoviani.
Tuttavia ora è chiaro che intorno a 30.000 o 40.000 anni fa l’Asia era popolata dal almeno quattro gruppi diversi: i Denisoviani, i Neandertal, gli uomini floresiensis (che fino a 18.000 anni fa abitavano l’isola indonesiana di Flores) e noi sapiens. Non eravamo soli, dunque.
E non eravamo neppure isolati. Almeno noi sapiens avevamo rapporti con gli altri gruppi umani. Anche rapporti sessuali. Che, ha scoperto di recente proprio Svante Pääbo, hanno avuto successo riproduttivo. Una piccola parte del nostro Dna – dall’1 al 4% - non proviene dai sapiens originari dell’Africa, ma ci è stata trasmessa dai Neandertal.
Ma i sapiens (o, almeno, alcuni gruppi di sapiens) hanno avuto rapporti interfertili anche con i Denisoviani. Comparando il Dna della femmina di Denisova con quello di popolazioni umane moderne, Pääbo e il suo gruppo hanno infatti scoperto che i Melanesiani – e solo loro – hanno ereditato dal 4 al 6% del loro Dna dai Denisoviani.
Probabilmente questi ultimi erano diffusi in tutta l’Asia orientale. E si sono incontrati con alcuni dei gruppi di sapiens che proprio intorno a 40.000 anni fa sono riusciti ad attraversare il mare e a colonizzare l’Australia e l’intera costellazione di isole del Pacifico.
No, noi sapiens non eravamo soli. E non eravamo neppure così speciali da non poter avere rapporti stretti con altri gruppi del genere Homo. Eravamo un ramo di un cespuglio ancora denso fino a poche decine di millenni fa. Un ramo che è poi rimasto solo, ma con svariati innesti.

Fonte - Pietro Greco.