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67° Mostra del cinema di Venezia. PDF Stampa E-mail
Scritto da kikka   
Martedì 31 Agosto 2010 23:12

67° MOSTRA DEL CINEMA di VENEZIA.

La kermesse guidata da Marco Müller avrà  a presiedere la giuria del concorso ufficiale  il regista Quentin Tarantino.

 


Tutto pronto al Lido di Venezia per la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica giunta alla 67ª edizione (in programma da domani all’11 settembre), guidata per il sesto anno consecutivo dall’ottima direzione artistica di Marco Müller.
Tre come al solito le principali sezioni competitive: “Venezia 67” (che assegnerà il Leone d’Oro), “Orizzonti” e “Controcampo Italiano”. Ma d’interesse saranno anche tutte le pellicole presentate fuori concorso e in altre selezioni autonome come “Giornate degli Autori” e “La settimana Internazionale della Critica”.
La retrospettiva di quest’anno sarà invece dedicata alla comicità italiana. A presiedere la giuria del concorso ufficiale sarà il regista Quentin Tarantino, che torna al Lido dopo esserne stato protagonista qualche anno fa come “padrino” di una retrospettiva dedicata ai B-movies italiani.
«Tarantino come presidente di giuria - dice Max De Ponti, regista comasco e co-fondatore della Olo Creative Farm - è stata sicuramente una scelta vincente, è un autore che può svecchiare la mostra e portare aria nuova».
«È un personaggio carismatico - sottolinea Mattia Amadori, altro co-fondatore della Olo - che può fare la differenza in una giuria così importante. Sono curioso di vedere come lavorerà».
Tarantino sarà impegnato in una giuria molto variegata e che sarà composta anche dai registi italiani Gabriele Salvatores e Luca Guadagnino.
«Tarantino – dice Tommaso Lipari, regista e artista comasco – è un buon osservatore, ma soprattutto un grande cinefilo, quindi credo sarà un presidente perfetto».
Moltissime saranno le opere (ben 20), tutte in anteprima mondiale, che concorreranno ai riconoscimenti più importanti.
Film d’apertura sarà Black Swan di Darren Aronofsky, già vincitore del Leone d’Oro nel 2008 con The Wrestler.
«Aronofsky è uno degli autori presenti che più mi piace – dice De Ponti – e che potrebbe essere un serio candidato ai premi finali, anche se dovessi scommettere qualcosa, più che altro per simpatia personale, punterei su Tom Tykwer, che abbiamo imparato a conoscere come regista, anche grazie all’amicizia con Johnny Klimek, suo amico e compositore».
«Aronofsky - dice Alberto Cano, responsabile degli eventi culturali del Cinema Gloria - mi piace molto. Decidere di aprire la mostra con un suo film penso che sia stata una scelta più di sostanza che di glamour».
In concorso ci saranno tra gli altri anche autori celebrati come Sofia Coppola (con Somewhere), Julian Schnabel (Miral), Vincent Gallo (Promises written in water) e François Ozon (Potiche).
Quattro italiani a competere per il Leone d’Oro, dal debutto di Ascanio Celestini (nella foto sotto) dietro la macchina da presa con La pecora nera a Saverio Costanzo con La solitudine dei numeri primi dal best seller di Paolo Giordano, dai ritorni di Mario Martone con il suo lavoro sul Risorgimento, Noi credevamo, fino a Carlo Mazzacurati che presenterà La passione. Fuori concorso grandi nomi, da Robert Rodriguez (con Machete) a Martin Scorsese (con il documentario su Elia Kazan), da Marco Bellocchio a Michele Placido.
«Darren Aronofsky – continua Lipari – è uno dei registi che amo di più. Il suo è uno degli sguardi cinematografici più interessanti, dai linguaggi a tratti davvero rivoluzionari. Anche Vincent Gallo mi piace. Punterei su loro due quest’anno».
«Il programma è molto ricco come al solito – continua Amadori – ma come autori stimo Vincent Gallo, soprattutto per le sue provocazioni. Vederlo competere sarà sicuramente molto interessante».
«Voglio vedere – afferma Alberto Cano – sia il film di Julian Schnabel sulla Palestina, sia la pellicola di Sofia Coppola, soprattutto per il suo sguardo sulla nostra televisione. Sono curioso sulla pellicola di Saverio Costanzo che potrebbe rivelarsi molto interessante, ma anche sulla presenza di Ascanio Celestini. La mostra di Venezia è da sempre una vetrina molto importante per il mercato internazionale, ma anche un percorso di ricerca e di incontro per stili e culture diverse. È un festival non lineare, ma che sconfina. La cosa importante sarà quella di ritrovare lo sguardo. Tarantino presiederà una giuria abbastanza esterofila, quindi credo possa fare bene. Io sarò presente al festival non solo come osservatore. Mi interessa vedere assolutamente il lavoro di Salvatore Mereu, Tajabone, anche in vista di un progetto con gli studenti, che organizzeremo da ottobre a dicembre per i 100 anni dell’istituto Carducci».

La fonte dell'articolo è Andrea Giordano.